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Una
delle peculiarità degli albanesi d’Italia è il rito bizantino, a cui nel 1536 papa Paolo II attribuì il pieno riconoscimento all’interno del cattolicesimo.
Avvenne poi che nel corso dei secoli molte comunità che in principio professavano questo rito lo abbiano perso passando al rito latino.
Fino alla metà del secolo XVI queste comunità erano riuscite a mantenere anche costanti i rapporti con il Patriarcato di Ocrida da cui dipendevano e che considerava costantemente gli italo - albanesi sotto la sua giurisdizione canonica.
Durante il pontificato di Clemente XI di origine albanese (1700-1721) e di Clemente XII (1730-1740) si registra un rinnovato interesse da parte della Santa Sede verso la tradizione ecclesiale bizantina che culmina con la fondazione del collegio “Corsini” di San Benedetto Ullano (1732) trasferito poi nel 1794 a San Demetrio Corone per le comunità albanesi di Calabria, e del seminario greco-albanese di Palermo per le comunità albanesi di Sicilia.
Un ruolo importante lo ebbe don Pietro Camodeca de Coronei di Castroregio il quale consapevole della disorganicità, in cui versavano i paesi arbëreshë, a causa delle infiltrazioni della tradizione latina, auspicò la necessità di raccogliere tutte le comunità arbëreshe, in un'unica diocesi,così che non dovessero dipendere dalle diocesi latine.
Il 13 febbraio 1919 Bendetto XV con la Costituzione Apostolica Fidelis erigeva
l’Eparchia di Lungro per i fedeli di rito greco dell’Italia meridionale.
Con l’istituzione della diocesi di Lungro, ci fu un tentativo di soppiantare la lingua greca con quella albanese,ma i risultati furono mediocri.
Solo nel 1968 si ottenne la traduzione ufficiale della liturgia albanese.
L’anno liturgico bizantino si divide in due cicli:
Ciclo e feste a data fissa detto anche ciclo solare costituisce il ciclo del Santorale che comprende le feste fisse,inizia il 1° settembre e termina il 31 agosto.
Ciclo delle feste mobili detto anche lunare è legato alla festa di Pasqua da cui si sviluppano le feste dell’Ascensione e della
Pentecoste, si divide in tre periodi: Triòdion (periodo della quaresima di Pasqua)
Pentecostarion (periodo pasqua- Pentecoste) Octoico (periodo delle restanti settimane dell’anno).
Nell’anno liturgico si celebrano tre tipi di festività: Feste Despotiche in onore del
Signore. Feste Theomitoriche in onore della Madre di Dio. Feste dei Santi.Tre sono invece i testi per la liturgia: San Giovanni Crisostomo testo di celebrazione eucaristica,quello di San Basilio (previsto 10 volte in giorni ben determinati) e san Giacomo per la festa omonima.
La differenza tra i due riti cioè quello latino e quello bizantino-greco sono
notevoli, semplice, dimessa,spoglia la messa latina, ricca, lunga,cantata quella greca. Se la solennità è una delle caratteristiche l’assemblea della comunità non è ripetuta,nel senso che i preti non celebrano più messe al
giorno.
Un altro aspetto importante del rito bizantino è quello della somministrazione dei sacramenti, battesimo cresima eucaristia vengono amministrati in una sola cerimonia come avveniva nelle prime comunità
cristiane, il battesimo avviene per immersione, la cresima è conferita dal sacerdote e non dal vescovo, l’eucaristia sotto le due specie del Pane e del
vino. Il matrimonio si caratterizza per i due riti quello del fidanzamento e quello dell’incoronazione. L’efchèleon (olio santo) conosciuto come estrema unzione i fedeli lo ricevono il mercoledì santo. La caratteristica del rito bizantino-greco dà la possibilità di essere ordinato sacerdote anche dopo il matrimonio.
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