| NEWS Conferenza su Francesco D'Agostino | |
| Vita e
opere del pittore civitese: Civita, 16 Ottobre 2005
COMUNICATO STAMPA: |
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| LUOGO : CIVITA (Cosenza) SEDE EVENTO: Rocca di Kruja TITOLO : Francesco D’Agostino: dai giovanili esordi salfiani alla maturità artistica acquisita tra il Sud, Roma e Parma ARTISTA : Francesco D’Agostino (1913-1990) conferenza con proiezione di dipinti, documenti e foto inediti CURATORE : Ivana D’Agostino GIORNO EVENTO: domenica 16 ottobre – ore 17,30
Prima ricognizione a quindici anni dalla morte, avvenuta a Roma nel 1990, è questa conferenza sull’artista Francesco D’Agostino alla Rocca di Kruja a Civita, nel suo paese natale. Ricognizione, che avvalendosi del supporto di dipinti, foto d’epoca e di documenti dell’archivio della famiglia dell’artista, ancor prima dell’uscita di un catalogo ragionato sulla sua eclettica attività, ponga le basi per una riconsiderazione attenta e puntuale di un esponente della cultura italiana del secolo scorso. |
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| Lo testimoniano i suoi quadri che superano la giovanile influenza salfiana – il suo maestro a cui lo legava una stima profonda – per convertirsi ad una figurazione d’impianto affine ai modi di Novecento e della Scuola romana. Ciò è evidente nelle Nature morte, nei Ritratti dei famigliari, nei Paesaggi e nei tanti Scorci di Civita dipinti entro gli anni ’50 , molti dei quali d’importanza oltre che artistica anche di documento per via dei rimaneggiamenti e restauri di cui sono state oggetto certe parti del paese. L’artista non aderì mai al linguaggio astratto delle avanguardie, sebbene a Roma venisse formulato negli anni ’50 - gli stessi del suo secondo soggiorno romano - da Burri, Capogrossi e Colla, per rimanere coerentemente legato ad una certa personale figurazione. Essa a Parma, durante la sua lunga seconda residenza, si arricchì ulteriormente di graffianti aspetti e contenuti di forte impatto cromatico, che sono alla base del fondamentale ciclo di dipinti degli anni ’70 dedicato al teatro dei burattini e delle marionette. Figlio del farmacista Camillo D’Agostino e di Maria Castellano, Francesco D’Agostino nasce a Civita nel 1913. Avviato agli studi umanistici frequenta il ginnasio all’Abbazia di Grottaferrata, il liceo classico presso il Bernardino Telesio di Cosenza e successivamente la facoltà di Chimica e Farmacia presso le Università di Napoli e di Parma. Le aspettative della famiglia di fare di lui un farmacista vengono disattese avendo D’Agostino precocemente manifestato un talento artistico naturale. Introdotto alla pittura da Gregorio Starri, direttore della Scuola di Pittura e Paleografia di Grottaferrata, dal 1929, durante gli anni del liceo a Cosenza, è allievo di Enrico Salfi, la cui influenza si riscontra nei suoi taccuini e nelle opere giovanili. Successivamente a Bari alterna la pittura alla professione di medico dentista , che abbandonerà definitivamente solo all’inizio degli anni ’50 al suo rientro in Calabria. |
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![]() Ponte del Diavolo, 1948 ca |
Frequenta l’ambiente artistico locale ed è tra i fondatori della rivista Pensiero ed Arte, riceve la medaglia d’argento per la causa di liberazione della Venezia Giulia e il diploma di socio onorario per avere assistito i profughi che avevano combattuto per il riscatto delle terre irredente. Lasciata Bari, durante gli anni civitesi (1947-1953) restaura affreschi di chiese, partecipa a mostre locali e dipinge paesaggi, nature morte e ritratti nei modi della tradizione pittorica seicentesca e di Novecento, mostrando inoltre di conoscere le opere di Andrea Alfano. Sempre in quegli anni con pittori e scrittori del luogo costituisce un gruppo di ricerca che opera nella zona archeologica di Sibari; nel ’51 assume la carica di assessore del Comune di Civita e perlomeno fino al 1955 frequenta Roma, dove espone nel ’54 e dove per vivere lavora nell’ambito della ceramica artistica e della grafica pubblicitaria, di cui rimangono documentate rare testimonianze. Trasferitosi a Parma, la formazione classica e l’ approfondita esperienza delle tecniche pittoriche consentono all’artista di dedicarsi, oltre che alla pittura, anche al restauro pittorico e di reperti archeologici, non tralasciando tra i soggetti ispirativi quelli di derivazione sacra e le icone a fondo d’oro. |
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In questi anni, a contatto con la luce di paesaggi diversi e con artisti di differente formazione rispetto a quelli centro-meridionali fino ad allora frequentati, schiarisce la tavolozza pur mantenendo la caratteristica forza delle pennellate spesso vigorosamente neo- espressioniste. Dipinge ancora ritratti, nature morte e paesaggi i cui soggetti sono ora di Parma e dintorni. I numerosi viaggi e gite con i pittori locali intrapresi tra il ’60 e la metà degli anni ’70 sono documentati da paesaggi liguri, veneziani e della bassa padana. |
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| 10 Ottobre 2005 | ||