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Sui due piani in cui č distribuito il museo (entrambi accessibili anche ai disabili), trovano posto una pinacoteca, oggetti del mondo rurale, strumenti dei maestri artigiani, una preziosa raccolta di icone orientali, fotografie d'epoca, i vestiti tradizionali arbėreshė di Civita e una mostra permanente di Fotografie. L'ingresso al Museo č libero. La struttura č solitamente aperta al pubblico a partire dalle ore 17,00. Per avere la certezza che il museo sia fruibile, č consigliabile telefonare ai seguenti numeri: 0981 73019; 73032; 73 043; 7315; 73193; L'antico palazzo che ospita il museo č un edificio di grande
rilevanza storica in quanto sede del primo municipio di Civita. Ristrutturato appositamente per realizzare una
struttura museale, č diviso in 4 sezioni: La Sala dell'Accoglienza
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![]() LA SALA DEL TELAIO
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La biblioteca č arricchita da una emeroteca dedicata alla stampa periodica minore sulle tradizioni popolari. Periodici delle altre minoranze storiche italiane (Quaderni Valtellinesi, La Voce di Castelmagno, Il Nido d'Aquila, Lacio Drom, Piemont, Mandeza, I Quaderni di Avallon, il Provenzale, Il Bollettino del Confemili, etc.) Periodici delle realtą culturali Calabresi (Il Serratore, L'Oleandro, Parallelo 38, Il Tiraccio, Tribuna Sud, Prospettive Meridionali, Il Confronto, La Voce di Mongrassano, Camminare Insieme, Calabria Oggi, Calabria Sconosciuta, Calabria Letteraria, L'Altra Europa, etc.) Periodici della cultura popolare italiana (Rassegna delle Tradizioni Popolari, Il Cantastorie, Segno dei Tempi, Periferia, Il Mio Paese, I Nuovi Orientamenti, Sicilia Libertaria, etc. ) Riviste delle comunitą albanesi in Italia e nel mondo (Zėri i Kosoves, Albazenul, Djelli, Haemus, Ylberi, Kuqezi, Etnie, Kamastra, Lidhja, Zjarri, Rinascita Sud, etc.) Riviste naturalistico-ambientali (Il Panda, Natura Protetta, La rivista del Comitato Parchi, etc.) Riviste di ricerca archeologica (Magna Grecia)
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| La Sala dell'Accoglienza č anche il "quartier generale"
dell'associazione culturale "Gennaro Placco", e redazione
della rivista trimestrale "Katundy Ynė"; infatti su una
parete č esposto un suggestivo assemblage composto con le matrici
tipografiche in piombo, testimonianza della stampa ante
era-digitale, e pannelli memorandum di manifesti e locandine delle
iniziative prodotte. Sono esposti anche quadri realizzati da autori Arbėreshe
e non su Giorgio Castriota (skanderbeg) Gennaro Placco e Costantino
mortati personaggi che sin dall'inizio ispirano l'attivitą di Katundy
Ynė e del Museo.
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Il Museo Etnico Arbėresh č anche la sede della redazione di Katundi Ynė."Katundi Ynė" traducendo dalla lingua Arbėreshe in italiano significa "Paese Nostro"; si tratta di una rivista di cultura e attualitą sul mondo italo-albanese; Katundi Ynė č una delle pubblicazioni pił longeve dell'Arberia essendo pubblicata a Civita senza interruzioni da pił di 35 anni.
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![]() Il registro delle statistiche e la boccia per le offerte
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COME
LA NATIONAL GALLERY Al termine della visita il turista č
invitato a firmare il libro degli ospiti. Come nelle grandi fondazioni
filantropiche dell'Europa del Nord, la visita al museo č completamente
gratuita e le offerte spontanee sono raccolte in un recipiente
trasparente nei pressi dell'uscita. Naturalmente č graditissima anche
soltanto la firma per le statistiche.
Le presenze registrate nell'anno 2004 superavano le 11mila unitą!!! |
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Breve
Storia del Museo; gią presentato progettualmente nell'atto
costitutivo del "Circolo Gennaro Placco", organizzato nei '70 e '80 in
forma embrionale con l'aiuto degli alunni della scuola dell'obbligo il Museo
Etnico Arbėresh apre i battenti nel 1989. La sede č casa Zuccaro nel rione
Sant'Antonio, contributi importanti sono dell'Unione Europea,
dell'Amministrazione Provinciale, del Distretto Scolastico n°19, della
Comunitą Montana del Pollino e dell'Amministrazione di Civita. Nel 1994 fruendo
di un finanziamento regionale previsto dal piano "PimCultura" il museo
č trasferito nella Piazza Centrale del paese all'interno del Vecchio Municipio
appositamente ristrutturato per ospitare l'allestimento museale. Il museo č
sempre stato gestito da volontari, soci del Circolo Gennaro Placco. Tramite
apposite convenzioni, negli ultimi anni, il servizio al pubblico del Museo del
Museo č stato arricchito dall'azione del servizio di obiettori di coscienza
coordinati dal WWF del Parco del Pollino e da giovani Lavoratoti Socialmente
Utili (Comune di Civita, Ente Parco). A partire dal 1995 il Museo ha messo in
azione uno sportello informativo sul Parco Nazionale del Pollino. Nel 1999 il
museo ha subito un significativo intervento di potenziamento con un contributo
del GAL Pollino. Il museo durante l'anno č regolarmente teatro di
retrospettive, seminari, meeting giornalistici organizzati dall' Associazione
Culturale Gennaro Placco.
francesCo.
| LA VICENDA DEL BASTO ARBĖRESH | |||
A Civita storicamente si č sempre utilizzato un particolare basto per sellare Cavalli,Muli etc. l'introduzione di tale strumento oltre che un miglioramento tecnico, dato che consentiva performance migliori soprattutto per la capacitą di carico č anche un escamotage che affonda le radici nella storia Arbėreshe di Civita. Quando arrivarono nel regno delle Due Sicilie gli Albanesi furono sģ accolti, ma vennero loro imposte delle restrizioni come il divieto di condurre cavalli sellati.. ..la creativitą Civitese rispose inventando un nuovo arcione, che era un incrocio tra il basto di un asino e una sella per cavallo. Realizzato su una snella struttura in legno incrociato specularmente, il "somari" permetteva di montare un pratico portapacchi laterale. Tale basto č anche legame con le origini albanesi poichč fortemente ispirato a una tipologia di basto ancora in uso nei balcani Col tempo Gli Albanesi acquisirono i medesimi diritti degli altri sudditi, ma il basto incrociato entrato a far parte del corredo dei contadini non fu mai accantonato.
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