Nel centro dell'abitato di Civita, nella piazza principale , si affaccia il Museo Etnico Arbėresh. Si tratta di una raccolta minuziosa di quelle che sono le testimonianze del mondo arbėreshe di Civita, che i promotori del museo hanno iniziato a raccogliere a partire dalla fine degli anni '70.

 

Sui due piani in cui č distribuito il museo (entrambi accessibili anche ai disabili), trovano posto una pinacoteca, oggetti del mondo rurale, strumenti dei maestri artigiani, una preziosa raccolta di icone orientali, fotografie d'epoca, i vestiti tradizionali arbėreshė di Civita e una mostra permanente di Fotografie.

L'ingresso al Museo č libero. La struttura č solitamente aperta al pubblico a partire dalle ore 17,00. Per avere la certezza che il museo sia fruibile, č consigliabile telefonare ai seguenti numeri:

0981 73019; 73032; 73 043; 7315; 73193;

L'antico palazzo che ospita il museo č un edificio di grande rilevanza storica in quanto sede del primo municipio di Civita. Ristrutturato appositamente per realizzare una struttura museale, č diviso in 4 sezioni: 

La Sala dell'Accoglienza
La Sala del Telaio
La Sala dei Totem

La Sala del Costume
.

 

 


LA SALA DEL TELAIO

 

 

La Sala dell'Accoglienza, a pianterreno, č il punto iniziale della visita al museo, qui trova posto una biblioteca sulla societą, storia, cultura dell'etnia italo-albanese; la raccolta monotematica puņ vantare 522 volumi pubblicati in Italia, e pił di 600 volumi editi in Albania.

 
LA PARETE DELLE ICONE

 

 

 

La biblioteca č arricchita da una  emeroteca dedicata alla stampa periodica minore sulle tradizioni popolari.

Periodici delle altre minoranze storiche italiane (Quaderni Valtellinesi, La Voce di Castelmagno, Il Nido d'Aquila, Lacio Drom, Piemont, Mandeza, I Quaderni di Avallon, il Provenzale, Il Bollettino del Confemili, etc.)

Periodici delle realtą culturali Calabresi (Il Serratore, L'Oleandro, Parallelo 38, Il Tiraccio, Tribuna Sud, Prospettive Meridionali, Il Confronto, La Voce di Mongrassano, Camminare Insieme, Calabria Oggi, Calabria Sconosciuta, Calabria Letteraria, L'Altra Europa, etc.)

Periodici della cultura popolare italiana (Rassegna delle Tradizioni Popolari, Il Cantastorie, Segno dei Tempi, Periferia, Il Mio Paese, I Nuovi Orientamenti, Sicilia Libertaria, etc. )

Riviste delle comunitą albanesi in Italia e nel mondo (Zėri i Kosoves, Albazenul, Djelli, Haemus, Ylberi, Kuqezi, Etnie, Kamastra, Lidhja, Zjarri, Rinascita Sud, etc.)

Riviste naturalistico-ambientali (Il Panda, Natura Protetta, La rivista del Comitato Parchi, etc.)

Riviste di ricerca archeologica (Magna Grecia)

 

La Sala dell'Accoglienza č anche il "quartier generale" dell'associazione culturale "Gennaro Placco", e redazione della rivista trimestrale "Katundy Ynė"; infatti su una parete č esposto un suggestivo assemblage composto con le matrici tipografiche in piombo, testimonianza della stampa  ante era-digitale, e pannelli memorandum di manifesti e locandine delle iniziative prodotte. Sono esposti anche quadri realizzati da autori Arbėreshe e non su Giorgio Castriota (skanderbeg) Gennaro Placco e Costantino mortati personaggi che sin dall'inizio ispirano l'attivitą di Katundy Ynė e del Museo.

 

 

 

La Sala del Telaio, al piano superiore offre ai visitatori uno spaccato completo del processo di tessitura, che abitualmente avveniva nelle case a Civita. (č bene ricordare che Civita era anche un polo di produzione industriale di tessuti, č tuttora perfettamente conservata la Filanda Filardi, nei pressi del Ponte del Diavolo). Qui ha inizio la Pinacoteca del museo che si estende per tutto il piano superiore, e raccoglie quadri inerenti tre temi Aspetti del Mondo Rurale; Suggestioni di Un Paese, Civita; Colori dell'ArberiaGli autori esposti sono: Salvatore Nupieri, Capparone, Luigi Esposito, Marini Pizzi, Palmina Quartarolo, di Ciancio, Francesco Merigliano, Carmela Ventimiglia, Antonio Fusaro, Antonio Siciliano, Caterina Campana, Angela Belmonte, Gino Tavolaro, Lillina Cuccaro, V.Valente, Agostino Vincenzi,  Giovanni Troiano, Marcello Ferrari, Leonardo Odoguardi, Tiziana Foti, Olga Buccino, Santina Orrico, Mimmo Sancineto, Mimmo Savino, Attilio Morelli, Egidio Pucci.

 


LA SALA DEI TOTEM


REDAZIONE DI KATUNDI YNĖ: IL MOMENTO DELLA SPEDIZIONE

 

Il Museo Etnico Arbėresh č anche la sede della redazione di Katundi Ynė."Katundi Ynė" traducendo dalla lingua Arbėreshe in italiano significa "Paese Nostro"; si tratta di una rivista di cultura e attualitą sul mondo italo-albanese; Katundi Ynė č una delle pubblicazioni pił longeve dell'Arberia essendo pubblicata a Civita senza interruzioni da pił di 35 anni.

 

La Sala dei Totem, si tratta della sala centrale del museo, prende il nome da due strutture in ferro battuto disposte l'una di fronte all'altra. I Totem sorta di "Alberi Libro" i cui rami-fogli possono essere sfogliati espongono "La leggenda di Skanderbeg" album pittorico di Franco Magli l'uno, una mostra fotografica sul Ponte del Diavolo l'altro. Nella Sala sono esposti tutti gli oggetti afferenti al ciclo di produzione e conservazione dell'olio, da sempre grande risorsa delle nostre colline, e attrezzi per l'agricoltura e il trasporto Inventati e Utilizzati solo a Civita come ad esempio il Basto a Montanti Incrociati. Completano l'assortimento di oggettistica gli strumenti per il taglio del Bosco e utensili di uso domestico.

 

 

 

 

 

 

 

La Sala Del Costume, dulcis in fundo la sezione dedicata all'aspetto pił prezioso del Folklore Arbėresh: il Vestito da sposa. Il vestito albanese di gala sfoggiato oggigiorno in occasione delle Vallje (Martedģ di Pasqua) č un capolavoro di artigianato preziosissimo. Realizzato in Seta, impreziosita di ricami e galloni in oro era il pezzo forte del corredo nuziale delle fanciulle; Le gonne in seta del costume Civitese hanno le tinte dei colori fondamentali nelle tonalitą pił vivaci. (setaRossa setaBlu gialloOro) il museo custodisce un antico esemplare completo di Donna sposata, il costume quotidiano, un costume maschile recente, e un manto nobiliare proveniente dal Kosovo. In questa sala che ospita gli eventi letterari organizzati dal circolo di cultura "Gennaro Placco" sono esposti anche strumenti musicali quali organetto e la tipica cornamusa Arbėreshe a canne mozze.


Il registro delle statistiche e
la boccia per le offerte

 

 

 

 

COME LA NATIONAL GALLERY Al termine della visita il turista č invitato a firmare il libro degli ospiti. Come nelle grandi fondazioni filantropiche dell'Europa del Nord, la visita al museo č completamente gratuita e le offerte spontanee sono raccolte in un recipiente trasparente nei pressi dell'uscita. Naturalmente č graditissima anche soltanto la firma per le statistiche.

Le presenze  registrate nell'anno 2004 superavano le 11mila unitą!!!

 

Breve Storia del Museo; gią presentato progettualmente nell'atto costitutivo del "Circolo Gennaro Placco", organizzato nei '70 e '80 in forma embrionale con l'aiuto degli alunni della scuola dell'obbligo il Museo Etnico Arbėresh apre i battenti nel 1989. La sede č casa Zuccaro nel rione Sant'Antonio, contributi importanti sono dell'Unione Europea, dell'Amministrazione Provinciale, del Distretto Scolastico n°19, della Comunitą Montana del Pollino e dell'Amministrazione di Civita. Nel 1994 fruendo di un finanziamento regionale previsto dal piano "PimCultura" il museo č trasferito nella Piazza Centrale del paese all'interno del Vecchio Municipio appositamente ristrutturato per ospitare l'allestimento museale. Il museo č sempre stato gestito da volontari, soci del Circolo Gennaro Placco. Tramite apposite convenzioni, negli ultimi anni, il servizio al pubblico del Museo del Museo č stato arricchito dall'azione del servizio di obiettori di coscienza coordinati dal WWF del Parco del Pollino e da giovani Lavoratoti Socialmente Utili (Comune di Civita, Ente Parco). A partire dal 1995 il Museo ha messo in azione uno sportello informativo sul Parco Nazionale del Pollino. Nel 1999 il museo ha subito un significativo intervento di potenziamento con un contributo del GAL Pollino. Il museo durante l'anno č regolarmente teatro di retrospettive, seminari, meeting giornalistici organizzati dall' Associazione Culturale Gennaro Placco.

 

francesCo.

 

TORNA ALL'HOMEPAGE

 

 

 

 

 

 

 

 

LA VICENDA DEL BASTO ARBĖRESH

 

A Civita storicamente si č sempre utilizzato un particolare basto per sellare Cavalli,Muli etc. l'introduzione di tale strumento oltre che un miglioramento tecnico, dato che consentiva performance migliori soprattutto per la capacitą di carico č anche un escamotage che affonda le radici nella storia Arbėreshe di Civita. Quando arrivarono nel regno delle Due Sicilie gli Albanesi furono sģ accolti, ma vennero loro imposte delle restrizioni come il divieto di condurre cavalli sellati..   ..la creativitą Civitese rispose inventando un nuovo arcione, che era un incrocio tra il basto di un asino e una sella per cavallo. Realizzato su una snella struttura in legno incrociato specularmente, il "somari" permetteva di montare un pratico portapacchi laterale. Tale basto č anche legame con le origini albanesi poichč fortemente ispirato a una tipologia di basto ancora in uso nei balcani  Col tempo Gli Albanesi acquisirono i medesimi diritti degli altri sudditi, ma il basto incrociato entrato a far parte del corredo dei contadini non fu mai accantonato.

 

 

 

 

TORNA ALL'HOMEPAGE